Il repost di Instagram è la scorciatoia che stavi aspettando Angela Ruberto 11 Agosto 2025

Il repost di Instagram è la scorciatoia che stavi aspettando

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Hai presente quel momento in cui vedi un Reel o un post che ti fa pensare: “Devo assolutamente farlo vedere anche agli altri!”?
Instagram ha appena reso tutto più semplice (e potente) con la sua nuova funzione di repost. Ora puoi rilanciare un contenuto altrui direttamente nel tuo feed — corredato da eventuali pensieri personali — mentre l’algoritmo lo promuove su schermi nuovi.

Fino ad ora non era possibile fare repost in modo così diretto, era concesso repostare il contenuto solo nella storia temporanea o in un messaggio diretto. Ora con questa nuova funzione, Instagram crea anche un tab repost che è situato accanto alla griglia dei post e ai contenuti in cui si è taggati, come su TikTok questo tab mostra i contenuti ricondivisi in ordine cronologico.

Il tuo profilo diventa così una vetrina di ciò che crei, ma anche di ciò che ti ispira, raccogliendo follower senza neanche accorgertene. Dietro questa scelta c’è una logica precisa: Instagram segnala al suo algoritmo che quel contenuto “vale”. Se proviene da un account noto o viene ripostato da un follower con un buon seguito, è quasi certo che verrà premiato con ulteriore esposizione.

In ambienti simili (su X, per esempio), studi recenti dimostrano che una condivisione da parte di utenti influenti può rappresentare fino al 50% del traffico virale totale — un chiaro esempio di “prestige bias”.

Perché il repost è un’arma potente

Instagram conta oggi oltre 2 miliardi di utenti attivi al mese. È una piazza digitale che funziona da motore di ricerca, centro commerciale e palcoscenico di intrattenimento.
Tra i formati più performanti, i Reels hanno un tasso di engagement medio dell’1,23%, contro lo 0,70% delle foto e lo 0,99% dei caroselli. In un feed saturo, il video breve resta il formato re di Instagram.

C’è però un rovescio della medaglia: l’engagement complessivo della piattaforma, dagli ultimi dati statistici, è in calo del 28% rispetto all’anno precedente, segno che l’algoritmo diventa sempre più selettivo. In questo contesto, un repost strategico — cioè accompagnato da un commento, un’opinione o una domanda al pubblico — può essere la leva giusta per superare il filtro dell’algoritmo e arrivare a nuovi occhi.

Diamo un’occhiata sulle altre piattaforme
  • X (ex Twitter): il retweet — oggi chiamato repost — è da anni uno dei motori principali di diffusione virale. Una singola condivisione da parte di un profilo popolare può moltiplicare le visualizzazioni di un contenuto anche di 10 volte.
  • TikTok: la funzione “Repost” porta un video direttamente nel feed “Per Te” dei follower del ripostatore, amplificando enormemente la portata. I contenuti ricondivisi hanno un tasso medio di visualizzazione del 25% superiore rispetto ai post originali condivisi solo dall’autore.
  • LinkedIn: qui il repost di articoli o aggiornamenti è spesso interpretato dall’algoritmo come segnale di autorevolezza e rilevanza professionale, spingendo il post nella sezione “In evidenza” delle connessioni.
  • Facebook: la condivisione di contenuti altrui resta una delle forme di distribuzione organica più efficaci, soprattutto se accompagnata da un commento personale che stimola la conversazione.

Questi esempi dimostrano che il repost non è semplicemente un gesto di “riciclo” dei contenuti, ma una strategia di amplificazione che sfrutta il capitale sociale di chi condivide e la potenza dell’algoritmo per raggiungere pubblici nuovi.

Le altre piattaforme hanno introdotto i repost molto tempo prima, secondo voi, Instagram ha aspettato troppo per farlo?